Milano, capitale liberty
Milano è tra le capitali del Liberty.
Proprio cosi, ma stranamente, non viene spesso percepita come tale.
Il motivo va spiegato: a differenza di altre città, Milano non possiede un vero e proprio “quartiere Liberty” (es. Roma Coppedè ecc.), quartieri compatti e facilmente riconoscibili.
Il suo patrimonio è sparso, frammentato, mescolato alla città rinascimentale, ottocentesca fino alle trasformazioni del Novecento.
Ed è proprio questo a renderlo meno evidente all'occhio.
Tra Porta Venezia, via Malpighi, corso Venezia e le vie circostanti si concentra certamente una delle aree più spettacolari: Casa Galimberti, Casa Guazzoni, Palazzo Castiglioni sono ormai icone. Ma fermarsi qui significa vedere soltanto una parte del fenomeno. Infatti è difficile stabilire un unico e vero percorso Liberty, proprio perché questo stile è disseminato ovunque.
Il Liberty milanese continua perfino lungo la circonvallazione e ben oltre: compare sui Navigli, verso Porta Romana, nell’area di Città Studi, lungo viali e strade anche in estrema periferia.
Tra fine 800 e primi anni del 900 Milano cresceva a una velocità impressionante. Era la città della nuova borghesia industriale, delle esposizioni, dell’elettricità, delle officine e delle grandi trasformazioni urbane. Il Liberty diventò il linguaggio perfetto per raccontare quella modernità: floreale, elegante, sensuale, ma anche sperimentale.
La vera particolarità di Milano, quindi, è forse questa: il Liberty non si visita in un quartiere. Si scopre camminando.
È disseminato nella città in una gigantesca caccia architettonica.
Ed è probabilmente proprio questa dispersione ad avergli tolto visibilità, ma allo stesso tempo ad averlo reso così affascinante: puoi incontrare un capolavoro Liberty anche dove non te lo aspetti, magari sulla circonvallazione, incastrato tra due edifici molto più recenti.
Milano ha forse pagato proprio la ricchezza del suo Liberty: essendo ovunque, non è diventato il simbolo di nessun luogo preciso.
A Bruxelles, Vienna o Torino vai nel quartiere per cercare l’Art Nouveau.
A Milano spesso basta alzare lo sguardo mentre vai da tutt’altra parte.
Ed è proprio questa la sua magia
E forse Milano chiede solo questo: alzare ogni tanto gli occhi dal telefono e tornare a guardare davvero la città. Perché certe meraviglie non arrivano con una notifica: sono già lì, sopra di noi, ad aspettare di essere scoperte.






Commenti