Gioiello anni '30
- Milano Segreta

- 3 giorni fa
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Costruita dal genio Piero Portaluppi per la famiglia Necchi (quelli delle macchine da cucire), esponenti della grande borghesia industriale lombarda.
Non volevano semplicemente una villa elegante: volevano una casa capace di rappresentare un nuovo modo di vivere mai visto prima, una casa avanguardistica in Italia.
Portaluppi la immaginò come una macchina perfetta e dettagli che, ancora oggi, sembrano incredibilmente contemporanei.
Pensate che la piscina della villa fu la prima piscina privata (riscaldata) d’Italia ,cosa fantascientifica per l'epoca, con campo da tennis, quasi un resort privato ante litteram.
Notare qui la particolarità delle finestrelle in bagno a forma di stella ,una delle “firme” più poetiche di Portaluppi.
Il giardino d’inverno, (quello che oggi definiamo veranda) tutto vetro e luce, cancellava il confine tra interno ed esterno creando un "salotto verde".
I bagni rivestiti di marmi costosissimi e specchi modernissimi e funzionali per l’epoca.
Dietro i saloni sontuosi esisteva un mondo quasi invisibile di cucine, office, dispense e ambienti di servizio, pensato per far funzionare la casa senza interferire con la vita degli ospiti.
Dai soffitti con stucchi a motivi zodiacali alle ceramiche Richard Ginori e Gió Ponti, tutto è minuzioso e dettagliato.
Nel 1938 Tomaso Buzzi intervenne su alcuni interni, rendendoli aristocratici, dove negli anni si sono aggiunti veri e propri capolavori e opere d'arte.
Ed è anche per questo che Villa Necchi è così affascinante: qui convivono il rigore modernista di Portaluppi e un gusto più decorativo, teatrale.
Oggi è una casa-museo , arricchita da importanti collezioni d’arte del Novecento: dovete pensare che arrivano appassionati di design anni 30 fin dal Giappone, solo per visitare questa casa.
Un vero gioiello della Milano artistocratica.
Fa parte della selezione "Case-Museo" di Milano, ovvero dimore storiche, nobiliari e non, oggi visitabili e patrimonio artistico/culturale della città.




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