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Modello Milano.

Quando sento parlare dell'invenzione del "modello Milano" come abile ed astuta operazione di marketing per attrarre persone e capitali in città, io rido.

Ma pensate davvero che sia una idea di questi anni?

Il marketing per lanciare Milano nell'empireo delle città internazionali è opera della vera e unica coppia d'oro della città, Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.

Che, ereditata una città a brandelli causa repubblica Ambrosiana, anzitutto misero a terra quelle 3 riforme essenziali: sgravio delle tasse, sanità pubblica, completamento delle vie d'acqua verso l'Europa.

E poi lanciarono Milano con la più astuta operazione di marketing che all'epoca si potesse concepire.

Per i 10 anni di matrimonio licenziarono il primo mazzo di tarocchi che è considerato l'antesignano dei tarocchi occidentali moderni e li diffusero in tutta Europa.

E la carta più bella del mazzo, "Il Mondo" pienezza e luce, obiettivi raggiunti, traguardi positivi, rappresentava - ma pensa un po'-proprio la città di Milano!

Della carta del "Mondo" detta anche "Il Trionfo" sono giunte a noi due versioni: la prima che rappresenta la città murata, la seconda che unisce le vie d'acqua di Milano al mare, o ai laghi che univano la Lombardia al resto di Europa.

Tutti giocavano con i Tarocchi, come dimostra l'affresco di Palazzo Borromeo, ultima immagine, e giocando giocando Milano si affermava come place to be.

Ah, le figure femminili dei tarocchi rappresentano quel geniaccio di Bianca Maria, mentre la carta degli "Innamorati"raffigura le sue nozze con Francesco.

Spostati Meta che non hai inventato nulla.

Milano non ha mai potuto contare su nulla: non un clima salubre, non vestigia dell'antichità romana, non parliamo di natura rigogliosa o di un fiume che l'attraversasse. Il fiume, i milanesi, se lo sono scavato da soli.

Milano è un'invenzione, un prodotto, nulla è spontaneo, tutto è frutto di indefesso lavoro.

Se smettiamo di pubblicizzare Milano, la città muore.

Lo avevano compreso Bianca Maria e Francesco nel 1400, e lo sappiamo benissimo anche noi.

Solo che a parlar male di Milano si guadagna in visibilità, like, e fa figo.

Punto.


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