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La biblioteca dei gatti

Qui avrete la sensazione di entrare nella biblioteca di Hogwarts, la scuola di Harry Potter!

L'impatto visivo dell'insieme è davvero forte, e i giganteschi scaffali in legno intarsiato, i dipinti e i grandi e preziosi lampadari in cristallo di Boemia fanno il resto.

La Braidense è uno dei luoghi che più stupisce di Milano e che, nonostante custodisca ben un milione e mezzo di volumi (si avete letto bene un milione e mezzo) , sia antichissimi sia moderni, è sconosciuta a tanti.

Le sue origini risalgono al 1770, quando venne istituita dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria per sopperire alla mancanza di una biblioteca aperta a chiunque avesse voluto soddisfare la propria sete di sapere (come sappiamo c'era l'Ambrosiana, tra le prime biblioteche pubbliche in Europa, ricca di manoscritti ma non di libri stampati).

È la terza biblioteca italiana per ricchezza di patrimonio libraio!

Luogo di una ricchezza strabiliante.

Da sempre è stata una biblioteca all'avanguardia, basti pensare che è stata la seconda al mondo, dopo quella di New York, a essere dotata di un impianto elettrico per l'illuminazione, una novità assoluta, tanto che su ogni lampadina fu realizzata la scritta: "Rubata alla Biblioteca Nazionale Braidense", perchè i curiosi in quegli anni rubavano le lampadine.

Una particolarità della Braidense è il legame gatti-libri: in passato, e fino ai primi anni Quaranta del secolo scorso, il portone d'entrata aveva un piccolo sportello per far sì che, di sera, i gatti potessero entrare.

I felini erano liberi di vagare per poter stanare i topi che spesso rosicchiavano i libri.

C'era qui una vera e propria colonia di gatti che giravano ovunque tra gli scaffali.



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