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Il piccolo borgo operaio di Milano.

Come ritrovarsi in un paesino ma all'interno della grande Milano.

Siamo nel 1920, subito dopo la prima Guerra Mondiale, quando l'azienda Pirelli ingaggia l'architetto Giacomo Loria per costruire 27 villette, disposte in modo casuale secondo la modalità romantica delle città giardino inglesi, tutte villette su 2 piani, diversi alloggi differenti e tutte con giardino proprio.

Nel 1923 vennero terminati i lavori e la Pirelli scelse gli operai piú meritevoli per assegnare gli alloggi, riservandosi comunque il diritto di sfrattarli in caso di licenziamento o dimissioni.

L'architettura, che ricorda un po' il piú famoso "villaggio di Crespi d'Adda" è un tardo Liberty con rimandi allo stile di Secessione Viennese.

Fa parte del borgo anche una splendida palazzina Liberty su 3 piani con vari alloggi e locali su strada che erano destinati a vari servizi, oggi con forno, tabacchi e bistrot.

Uno splendido esempio di edilizia popolare, che oggi è coperto da un velo di trascuratezza un po' lasciato a se stesso da Aler Lombardia e che meriterebbe una ristrutturazione, ma che tuttavia mantiene ancora quel sapore tipico della vecchia Milano in tutta la sua bellezza.

Famoso qui un bar ritrovo di universitari che vengono a prendersi il panino, il piccolo bistrot con veranda sotto un grande albero, ritrovo sociale, il profumo del forno pizzeria, quei piccoli gesti quotidiani di una grande città che sa essere anche "lenta".

Si trova in zona Bicocca a ridosso di Viale Sarca angolo via Franco Sacchetti.

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