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Il gioiello art decò sotterraneo.

C'è un luogo a Milano, uno dei tantissimi nascosti, segreti, cosi ricco di storia, da rimanerne estasiati. Ma attualmente dimenticato (ancora per poco)...

L' Albergo Diurno Venezia.

Vi siete mai chiesti cosa sono quelle due colonne solitarie in piazza Oberdan in Porta Venezia? O quella strana struttura abbandonata di ferro battuto e cemento su strada?

Tutto questo è quello che rimane, visibile solo in superficie, dell'Albergo Diurno Venezia.

Un luogo storico, costruito sotto piazza Oberdan nel 1925 su progetto dell’archistar Piero Portaluppi, l'Albergo Diurno Venezia contava cabine da bagno, cabine per doccia con spogliatoio, gabinetti, WC, un locale per guardaroba, stireria, una buvette, un'agenzia postale, salette per trattative di affari, vendite di fiori freschi, oggetti di cancelleria, riviste e giornali, un ufficio bancario, parrucchiere per uomo e donna, manicure, un casellario postale, cabine telefoniche, scrittoi al centro della sala, un ufficio copisteria a macchina, un deposito per piccoli bagagli, un'agenzia turistica, un deposito di biciclette con custode, gabinetti di decenza, posti per lustrascarpe e molto altro.

Un mondo, letteralmente sottoterra.

Era per lo piu un luogo utilizzato e frequentato da viaggiatori che arrivavano a Milano, e non avevano abbastanza possibilità economiche per soggiornare in albergo, arrivavano quindi qui di passaggio e approfittavano per lavarsi, usufruire dei servizi, o solo rilassarsi e perder tempo nell’attesa del treno.

O semplicemente per milanesi che non possedevano servizi igienici in casa, cosa abbastanza frequente all’epoca soprattutto nelle case di ringhiera dove si condividevano tutti assieme.

Quelle 2 colonne solitarie che vediamo oggi in piazza Oberdan altro non erano che le colonne della caldaia dell' Albergo Diurno sotterraneo.

La si può tranquillamente definire una SPA di inizio '900.

Sotto questo luogo pieno di storia fatto di persone, si sono intrecciate storie di vita, conoscenze, e molto altro.

Un tempo era possibile visitarlo con il FAI solo una volta l'anno, perché un unicum nel suo genere, in una città in fermento che fin dall'epoca cercava di essere avanti nei servizi al cittadino, da moltissimi anni è chiuso, ma presto tornerà alla ribalta: il Comune di Milano assieme al Ministero della Cultura, sta ridando dignità a questo luogo, attualmente in ristrutturazione, dove sorgerà il MNAD, Museo nazionale dell’Arte digitale ,dedicato all’arte contemporanea che usa il digitale.

Terminata la ristrutturazione delle sedi, prevista per metà 2026, il MNAD contribuirà a creare nell’area di Porta Venezia, un polo digitale per le sperimentazioni d’arte d’avanguardia, in sinergia con MEET – Digital Culture Center. Vintage e digitale assieme.

Un altro polo culturale restituito alla città.

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