Il Dinosauro rosso di Milano

Sconosciuto a molti milanesi ma apprezzato e conosciutissimo dal turismo internazionale, sono rimasto sbigottito quando ho scoperto che c'è addirittura chi viene a Milano per vederlo apposta: ingegneri, urbanisti, architetti, o semplicemente curiosi e appassionati di architettura.

C'è perfino chi arriva qui coi pullman organizzati. Cose dell'altro mondo!

Siamo nel quartiere gallaratese, il Condominio Monte Amiata è apprezzatissimo e riconosciuto a livello internazionale. Tanto che Gucci, Moncler, Vodafone e innumerevoli altri grossi brand hanno girato qui diversi spot, cantanti che han girato video, scene di film... insomma, ero fra i pochi ancora a non conoscerlo.

Chiedo permesso, una signora gentile di nome Laura mi lascia entrare nel complesso "io ti seguo su Facebook che piacere vieni vieni, tanto qua siamo abituati ad avere gente che viene a fotografare, ora vengono orde di influencer a farsi il book", mi dice ridendo.

L’edificio è stato progettato dagli architetti Carlo Aymonino e Aldo Rossi alla fine degli anni ’60 ed è stato concepito seguendo il paradigma del “frammentismo”, concepito come un intreccio diversificato e complesso, anche per forma e colori.

Il dinosauro rosso (come viene chiamato) è anche difficile da girare, ci si perde facilmente! Cinque giganteschi edifici di colore principalmente rosso, ma non solo, compongono l’intrecciato corpo del dinosauro. Gli architetti hanno scelto come regola principale quella di limitare al minimo le regole, eppure un ordine all’interno di questo caos cromatico c’è. Ed è proprio questa copresenza di ordine e disordine a stupire la scena internazionale di architetti e urbanisti, che invidiano alla nostra città questi palazzi di periferia tutt’altro che ordinari.

L'idea era quella di costruire una microcittà utopica.

Nelle periferie dove solitamente domina l’alienazione, le cose standard, hanno voluto creare una comunità che ruota attorno a spazi condivisi che sono inusuali per forme e colori: c'è il teatro all'aperto per gli spettacoli, la palestra, la biblioteca, tanti negozi ecc.

I prezzi per un bilocale di circa 60/70 mq oscillano fra 800€ e 1.200€, duemila persone ci abitano.

È facile capire come questo gigantesco edificio sia entrato nei manuali di storia dell’architettura.

Oggi le sue gradinate, insieme alle pareti gialle, blu e rosse, alle passerelle e al vetrocemento, servono da sfondo a centinaia di fotografi invadendo le riviste di design , moda e i social. �Forse non potevano prevederlo, ma in un modo o nell’altro gli architetti han raggiunto lo scopo: stupire, ed entrare nella storia dell'architettura, facendo scuola.

Ah... I giapponesi pure ce l'hanno copiato