top of page

Halloween era anche milanese.



Molti, erroneamente, pensano ad Halloween come ad un'americanata, ma la realtà tramandata fin da vecchi testi è ben diversa Halloween era una antica festa che ha radici molto profonde, anche meneghine, anzi, una delle quattro feste centrali dell’anno di Medhelan o Medhelon, Milano in celtico. E Milano fu fondata proprio da loro, i Celti. Contrariamente a chi pensa sia stata fondata dagli antichi romani, che arrivarono invece ben dopo.

Nel VI secolo a.C. Medhelan, la nostra città, era considerata una città magica e mistica, dalle forti energie. A quei tempi la fine dell'anno cadeva proprio nel mese di Ottobre, mese di raccolti molto propizio per iniziare qualsiasi tipo di attività, compresa quella della comunicazione fra il regno dei vivi e il regno dei defunti. Il giorno di Capodanno che allora si chiamava Samain si festeggiava con l’arrivo della nuova stagione con una grande festa dove si ballava attorno al fuoco, si mangia il raccolto e si suonavano vari strumenti. Il tutto durava ben 3 giorni, dal 31 Ottobre...3 giorni di canti, balli e ringraziamenti, le famose "3 Notti di Samain", dove qualsiasi cosa poteva accadere. Proprio per questo, dato si apriva la comunicazione con il regno dei defunti, molti si travestivano con pelli di animali per cercare di tenere lontani gli spiriti.

Fino a circa 12 anni fa, era infatti ancora ricorrenza, davanti al Castello Sforzesco, in questi giorni, vedere una piccola fiera celtica, dove i nostalgici di questa antichissima tradizione si riunivano attorno a bancarelle di artigiani che insegnavano la lavorazione dei metalli, gruppi di danze irlandesi (altro Paese celtico dove la festa era sentita come qui), e suonatori di arpe, violini, cornamuse , conciatori di pellame ed artigiani di feltro. Fiera che, non so per quale motivo, non si organizza più (un vero peccato).

E c’è perfino qualche indizio che farebbe pensare che i Celti abbiano fatto nascere a Milano, non l’idea di Halloween, ma alcune sue caratteristiche che sono state poi diffuse nel mondo. Halloween infatti riprende alcuni usi e costumi tramandati di generazione in generazione a Milano e in buona parte della Brianza. Come possono confermare i nostri nonni, infatti, non sono di certo stati gli americani a creare l’usanza di intagliare delle zucche arancioni con facce buffe o mostruose! A Milano quelle zucche, coltivate nelle ‘melonere’, erano dette “Lumere” (prima ancora si usavano le rape). Era considerato il frutto per eccellenza in quanto alimento povero a livello calorico, ma ricco di acqua, proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, utili per le infezioni e le malattie a quei tempi. Cave all’interno, proprio come avviene oggi, venivano riempite e illuminate con alcune candele accese: essi andavano di porta in porta, per salutare i vicini in cambio di noci, nocciole, castagne, che erano i frutti più dolci degli autunni a Milano, insomma, era una sorta di festa di ringraziamento, per il raccolto, ognuno donava i propri frutti di madre natura. La festa di Samain era legata alla natura, alle credenze dei tempi e al raccolto, e si diffuse fra tutte le popolazioni antiche ma cozzava con il Cristianesimo che si stava sempre più divulgando in Europa. Nel tentativo di allontanare quest’antico rituale, nell’840 papa Gregorio IV decise di trasformare l’1 novembre come giorno di Ognissanti e così quella notte tra il 31 e l’1 si tinse di un nuovo significato. Oggi Halloween non ha di per sé molto di spirituale o mistico, ma senza dubbio la festa è sopravvissuta ai secoli trasformandosi però in qualcosa di più godereccio, legato al divertimento, al consumismo, all'osare con costumi e accessori stravaganti. Ma per la Milano celtica, fu una festa tutt'altro che poco sentita. Alla Biblioteca Braidense in Brera ci sono diversi libri al riguardo. Insomma, siamo milanesi, impariamo a travestirci da animali e doniamo frutti di stagioni, lasciamo perdere le americanate fatte di mostri, sangue e caramelle e a non augurare buon Halloween ma "Buon Samain"

Nell'immagine una ricostruzione della vecchia Medhelan del sito Urbanfile.

Comments


bottom of page