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Casa Verdi

Oggi, dopo tanto tempo, ancor prima del

Covid, sono tornato in un posto a me tanto caro, che dovrebbe sempre avere frotte di turisti o curiosi, ma invece, come tante cose a Milano, è totalmente snobbato (ne parlo anche nel libro).

Parlo della Casa di riposo per musicisti, di Giuseppe Verdi.

La prima (e unica casa di riposo per musicisti d'Italia e d'Europa. Inaugurata nel 1902, la struttura era stata fortemente voluta, ed interamente finanziata, dal grande Giuseppe Verdi.

Da allora ospita ininterrottamente anziani artisti, compositori, cantanti e musicisti negli ultimi anni della loro vita.

Molti qui oggi sono cantanti e musicisti della Scala, qui in pensione.

Oltreché, da qualche decennio, anche giovani studenti di materie musicali a Milano.

A fine Ottocento non esistevano pensioni per gli artisti e Verdi sapeva perfettamente che non tutti avevano

avuto il suo talento, il suo successo planetario o la sua fortuna. E così pensó alla costruzione di questa grande e bellissima casa per accogliere gli anziani lavoratori della musica che non potevano permettersi una dimora.

Ero solito un tempo venire qui a trovare un'anziana signora con cui avevo stretto amicizia, famosa durante gli anni d'oro della Scala, e molto amica nientemeno che di Maria Callas. Parlo di Luisa Mandelli, soprano, moglie di Crepax, il fumettista, che ispiró la creazione del celebre fumetto Valentina (ve la ricordate quella

col caschetto nero).

Tutte le volte che venivo qui Luisa mi raccontava qualche aneddoto personale sulla Callas (magari un giorno ne racconteró qualcuno, alcuni sono

peró veramente sopra le righe che forse sarebbe

meglio di no).

Luisa purtroppo è stata una delle vittime del covid. Aveva 82 anni. Una gravissima polmonite.

E stata una grande tristezza oggi tornare qui senza salutarla, era di una simpatia unica, si lasciava andare ad esternazioni spesso davvero fuori luogo e politicamente scorrette ma che io adoravo, ero rapito

letteralmente dai suoi racconti.

Mi ritengo fortunato di averla conosciuta.

Ad ogni modo, qui, nella stupenda cripta di Casa Verdi è sepolto il Maestro, assieme a Giuseppina Strepponi, sua moglie, soprano, sua grande consigliera e confidente.

L'ambiente, è fortemente suggestivo, è decorato con mosaici che lasciano a bocca aperta, di Ludovico Pogliaghi (lo stesso dei mosaici sul portale del tempio della fama al Monumentale). La sontuosa sistemazione fu frutto della determinazione e devozione di Teresa Stolz suagrande amica (e qualche pettegolezzo sussurra anche amante) che dedicò gli ultimi anni della sua esistenza (e una somma decisamente importante)

alla sistemazione e all'abbellimento di questo

splendido tempio funerario che non ha eguali.

La cripta di Verdi è visitabile dalle 8.30 alle 18.00. Si accede, nel rispetto, con mascherina visto che qui dimorano anziani fragili.

Le Sale museali e il Salone d'Onore sono visitabili solo

su prenotazione da parte di guide turistiche (vi ci

porteremo prossimamente).


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