Armani e Milano
- Milano Segreta

- 23 ott
- Tempo di lettura: 2 min
Siamo alla fine degli anni ’60: la città che cambia. Milano in particolare in Italia è in pieno boom economico: l’industria tessile e quella dell’abbigliamento crescono rapidamente.
La città diventa un polo produttivo e creativo, soprattutto per il prêt-à-porter (moda pronta e non solo alta moda da atelier).
Fino agli anni ’60 la moda italiana era centrata su Roma (con la couture di Valentino, Capucci, le sorelle Fontana).
A Milano nasce invece una moda diversa: più pratica, urbana, moderna, per tutti.
È proprio in quegli anni che un timido Giorgio Armani, si trasferisce a Milano da Piacenza per studiare Medicina all’Università Statale.
Non termina però gli studi: dopo tre anni abbandona l’università , attratto dal mondo della moda, dal suo luccichio, ma Milano è già in quegli anni una città dura, spietata, un grumo di lava incandescente dove emergere non è semplice, riesce e trovare lavoro come vetrinista alla Rinascente, una vera palestra per lui.
In pochi lo sanno, ma Armani deve molto proprio alla Rinascente perchè è qui che lui passa il tempo ad osservare la gente che fa shopping, i tessuti, i gusti del pubblico.
Nel frattempo stilisti come Walter Albini (considerato un precursore del prêt-à-porter italiano), Krizia (Mariuccia Mandelli), Mila Schön, Ottavio e Rosita Missoni, Emilio Pucci portano a Milano innovazione, offuscando l'alta moda romana: Armani entra in questo contesto come umile disegnatore freelance, respirando questa nuova visione della moda osservando i Maestri.
Nascono le prime sfilate collettive è il 1972 a Palazzo Pitti di Firenze.
A Milano nel frattempo si consolida il legame tra stilisti, industria tessile, riviste di moda (come Vogue Italia diretta da Diana Vreeland e poi da Franca Sozzani).
È in questo ambiente che Giorgio Armani decide di fondare la sua maison nel 1975.
Armani presenta a Milano la sua prima collezione uomo, con il marchio Giorgio Armani fondato insieme al socio e amato compagno di vita Sergio Galeotti.
La sfilata ha subito grande risonanza: nasce lo “stile Armani”, elegante ma rilassato, che ridefinirà l’immagine della moda maschile.
Subito dopo è il 1975 arriva la prima collezione donna, un successo incredibile, fino al 1979: è stato il primo a trasformare Milano come punto di riferimento mondiale per il pret-a- porter e che ha sempre sottolineato l'importanza di Milano come sua vera casa e fonte di ispirazione, investendo qui invece di andare su Roma come facevano tutti.
Gli altri stilisti lo seguiranno a ruota, cominciando tutti a presentare le collezioni ad ogni stagione in vari palazzi milanesi. Da Krizia a Versace a Missoni e tutti i big.
Nascono le prime "Settimane della moda".
Milano diviene capitale della moda che inizia a dettar legge a tutto il suo grosso carrozzone.
Dopo Leonardo, i Visconti, gli Sforza, l'altro King di Milano.
Addio, Re.
Avevamo una cosa in comune: il grande amore per questa splendida città.





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