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Cà longa

Ricorda i vecchi quartieri di paese tipici dell'italia.

Invece siamo nella grande città.

Siamo alla Ca’ Longa in via Piero della Francesca ed è uno degli angoli più importanti del cosiddetto “Borgo dei “Scigolatt“.

Il nome ‘Scigolatt‘ deriva dalla scigola, la cipolla. Strano he?

Forse oggi sì, ma una volta qui nel quartiere erano numerose le coltivazioni di frutta e verdura, grazie alla ricca abbondanza d’acqua. E immaginate l'odore di cipolla mentre le vecchie sciure di un tempo cucinavano, con le porte aperte sul ballatoio.

Questa, un tempo, era zona boschiva, e Ca’ Longa, letteralmente ‘casa lunga’, nacque come vecchia cascina dell’800 che venne utilizzata come sede postale, con le stalle per i cavalli e le carrozze nel lungo cortile e successivamente poi trasformata in una casa di ringhiera, la stessa che ancora si trova a due passi dall’arco dall’Arco della Pace e che conserva anche un piccolo miracolo.

La storia racconta che la Madonnina votiva situata nel cortile e presente ancora oggi, venne risparmiata da un bombardamento durante la guerra, mentre gran parte dell'edificio cadde.

Da quel giorno gli abitanti della Cà Longa sono soliti festeggiare aprendo la casa ai passanti ogni prima domenica di Ottobre e festeggiando assieme con un bicchiere di vino, per ricordare il miracolo.

Una tradizione tramandata da generazioni.

Ancora oggi fra gli abitanti di Cà Longa c'è un forte senso di comunità: organizzano tavolate lunghissime nel cortile soprattutto in estate peimavera e autunno, dove i profumi inebrianti della cucina invadono tutto il cortile, organizzano spesso mostre fotografiche e altri piccoli eventi. Oggi è fra gli edifici in assoluto più richiesti da scenografi di film ,registi e agenzie pubblicitarie, l'elenco degli spot e delle scene di film girati qui è davvero lungo, proprio per l'atmosfera "viva" che si respira fra gli abitanti.

Cà Longa più di qualunque casa di ringhiera tiene ancora viva quella realtà di una Milano fatta di comunità, che resiste a tutto.



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